By Massimo Romanò (auth.)

L’evoluzione della cardiologia ha sperimentato negli ultimi decenni un'impressionante accelerazione, grazie al progresso tecnologico. Tuttavia l’elettrocardiografia, in step with l. a. sua semplicit� di esecuzione, los angeles sua facile ripetibilit� e soprattutto in line with le correlazioni clinico-patologiche che l. a. sottendono, mantiene intatta tutta los angeles sua capacit� diagnostica, a oltre cento anni di distanza dal suo primo utilizzo da parte di Einthoven. Lo studio delle aritmie, delle varie fasi della cardiopatia ischemica acuta e cronica, in particolare in corso di angioplastica coronarica, dell’effetto dei farmaci sul cuore, dell’impegno emodinamico nel contesto di malattie valvolari, del miocardio o di ipertensione arteriosa non possono prescindere da una conoscenza approfondita dell’elettrocardiografia. E' in assoluto il primo strumento diagnostico utilizzato nell’approccio al paziente cardiopatico o sospetto story; da una corretta analisi elettrocardiografica, spesso effettuata in condizioni critiche, discende una corretta impostazione diagnostico-terapeutica e conseguentemente una riduzione del margine di errore. Il testo, dopo un’introduzione dedicata ai principi di elettrofisiologia, offre un’ampia e documentata iconografia, accompagnata da brevi ed esaustivi commenti elettrofisiologici e clinico-patologici.

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La passione secondo Thérèse

Milano, Feltrinelli,, 1999, eightvo brossura editoriale con copertina illustrata a colori, pp. 172 (piccole fioriture al taglio) .

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Il QRS mostra deflessione r’ persistente, mentre il ciclo P-P è uguale a quello in corso di tachicardia pre-verapamil. Si può quindi concludere per una tachicardia atriale, nella prima figura a conduzione 1:1 e nella seconda 2:1. Associato BBD incompleto. La tachicardia atriale è verosimilmente ad origine atriale destra (onda P negativa a sede inferiore e positiva in V1) Le tachiaritmie sopraventricolari 45 aVR aVL aVFV6 V4 V5 V6 Fig. 9 Tachicardia atriale 2:1, ad origine atriale sinistra, con positività delle onde P in tutte le derivazioni precordiali ed in quelle periferiche inferiori, con negatività in aVL e D1 46 6 Le tachiaritmie a b Fig.

L’analisi morfologica consente spesso di identificare l’origine dell’aritmia (atriale destra o sinistra) (Figg. 10). 44 a 6 Le tachiaritmie ➘ ➘ ➘ b ➘ ➙ ➙ ➙ ➘ Fig. 8 ECG di paziente con tachicardia sopraventricolare (TSV). a nel quadro in alto derivazioni precordiali. Il QRS è fine e in V1 si nota la presenza di onda P equidistante dai due QRS nei quali è inserita (freccia). Sempre in V1 si registra una deflessione r’, attribuibile ad una seconda onda P: la diagnosi può essere quindi di tachicardia atriale a conduzione 2:1.

Frequente in pazienti affetti da malattia respiratoria cronica (Fig. 11). Fibrillazione atriale La fibrillazione atriale (FA) è un’aritmia molto comune, caratterizzata da un’attività elettrica atriale caotica e ad elevata frequenza, variabile da 350 a 600 bpm in atrio. La conduzione dello stimolo ai ventricoli è regolata e rallentata dal NAV, che esercita una funzione di filtro: a fronte quindi di una frequenza atriale molto elevata la frequenza di risposta ventricolare è invece minore e variabile, tendenzialmente tachiaritmica (da 100 a 150 bpm).

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