By C.S. Lewis, P. Baynes, Chiara Belliti

TERRA 1942 – NARNIA 2356 Un altro tuffo nello strabiliante mondo di Narnia, popolato da centauri, gnomi e giganti gentili. Sarà Aslan, il Grande Leone, a trasportare fin là Eustachio Scrubb e Jill Pole e advert assegnare loro un singolare compagno: Pozzanghera, creatura delle paludi. Compito dei tre eroi improvvisati sarà quello di liberare il principe Rilian, figlio di re Caspian, rapito da una strega malefica. E non occorre dire che un'impresa del genere comporterà incredibili peripezie…

Show description

Read or Download Le cronache di Narnia: la sedia d'argento PDF

Similar italian books

La passione secondo Thérèse

Milano, Feltrinelli,, 1999, octavo brossura editoriale con copertina illustrata a colori, pp. 172 (piccole fioriture al taglio) .

Additional resources for Le cronache di Narnia: la sedia d'argento

Sample text

Sappiamo che dobbiamo dirigerci a nord e che dobbiamo raggiungere le rovine dell'Antica Città dei Giganti. A queste parole i gufi cominciarono a rumoreggiare con il loro solito uhu, uhu, ad arruffare le penne e a muoversi di qua e di là. Quindi si misero a parlare tutti insieme, dicendo che erano dispiaciuti ma non potevano seguire i ragazzi nella missione. — Voi dovete viaggiare di giorno — dissero — e noi di notte. Non è possibile, uhu, uhu! Un gufo aggiunse che ormai anche nella torre non era più buio come quando avevano inaugurato il parlamento, e che forse la riunione era durata abbastanza.

Lo strano essere non aveva ancora finito di parlare che Jill era già volata nel mondo dei sogni. Quando i due ragazzi si svegliarono il mattino successivo, scoprirono di aver dormito su giacigli di paglia, in un luogo buio. Comunque, al di là delle catastrofiche previsioni del loro ospite, l'ambiente non era affatto umido e faceva un bel calduccio. — Si può sapere dove diavolo siamo finiti? — chiese Jill. — Nella capanna di un paludrone. — Un cosa? — Un paludrone. Non chiedermi cosa sia perché non ne ho la più pallida idea.

Ripeté Jill. — Harfang — esclamò Pozzanghera, preoccupato. Ma subito dopo gridò: — Per mille anguille, quelle sono oche selvatiche — e in un secondo ne fulminò una con l'arco. Ormai era troppo tardi per raggiungere il castello, ma per fortuna quella sera mangiarono qualcosa di caldo e si addormentarono con il fuoco ancora acceso. Quando anche le ultime fiammelle si spensero, la notte si fece fredda e il mattino seguente si svegliarono con le coperte congelate. — Non importa — esclamò Jill balzando in piedi.

Download PDF sample

Rated 4.62 of 5 – based on 7 votes